SVOLTA NELLE INDAGINI SULLA MORTE DI GIANMARCO POZZI

Svolta nelle indagini sulla morte di Gianmarco Pozzi avvenuta lo scorso agosto sull’isola di Ponza. La caduta del ragazzo non sarebbe stata accidentale e la procura ha aperto un fascicolo per omicidio. Sono state analizzate più di 200 foto del corpo del ragazzo e dei luoghi in cui è avvenuta la tragedia. Risulterebbero evidenti numerose fratture, ferite al volto e un edema polmonare. Il 28 enne campione di kick-boxing, come sostiene la famiglia, sarebbe stato gettato nell’intercapedine tra i palazzi dopo la sua morte. La super perizia sul corpo del ragazzo, chiesta dal sostituto procuratore di Cassino Beatrice Siravo, parlerebbe chiaro.

Inizialmente l’ipotesi più accreditata era quella dell’incidente: alcuni avevano riferito che Pozzi stava passando dai terrazzamenti perché era la via più breve verso il mare; altri dicevano che stava praticando il parkour, lo sport acrobatico in cui si salta da un ostacolo all’altro; i suoi coinquilini hanno riferito che aveva le allucinazioni dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Tutte ricostruzioni che non avevano convinto la famiglia, soprattutto la sorella, Martina Pozzi. Già il legale della famiglia, l’avvocato Fabrizio Galli, aveva parlato nei giorni scorsi ai nostri microfoni non escludendo che l’omicidio fosse avvenuto per screzi in ambito lavorativo.

 

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