I I PRODUTTORI DI VINO LANCIANO L’SOS

S.O.S da parte del settore vitivinicolo della provincia di Frosinone. Da nord a sud prodotti quali Cesanese e Cabernet annoverati tra le eccellenze dell’enogastronomia ciociara, apprezzati sull’intero territorio nazionale ed internazionale, rischiano di restare chiusi nelle cantine dei vinificatori ciociari. Export quasi azzerato nella prima ondata della pandemia, distribuzione sul circuito Ho.Re.Ca. tutt’oggi con saldo negativo a causa delle restrizioni imposte alle attività di ristorazione e agli agriturismi. Una situazione insostenibile per rimediare alla quale Confagricoltura ha chiesto interventi decisi al Governo. L’organizzazione di tutela e di rappresentanza delle imprese agricole ha proposto una serie di interventi, come la rinegoziazione del debito, la sospensione delle rate per 12 mesi, la concessione dei contributi in conto interessi, l’attivazione del pegno rotativo anche per il vino e lo sviluppo di garanzie sui crediti. Si è inoltre attivata per l’avviamento della vendemmia verde, anche parziale, per un sostegno allo stoccaggio dei vini di qualità e per una possibile distillazione di crisi accompagnata da un’adeguata riduzione delle rese per ettaro. Con il turismo fermo e le città vuote, si sono bloccate le forniture a ristoranti, bar e hotel. Sono crollate le esportazioni. Oggi, a, pagare il prezzo più alto della crisi Covid sono i vini di qualità.

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