LA SCULTURA DI JAGO IN PIAZZA PLEBISCITO A NAPOLI

Posizionata al centro di Piazza Plebiscito a Napoli, l’ultima scultura, capolavoro dell’artista frusinate Jago, ha già richiamato l’attenzione di centinaia di turisti e curiosi che hanno voluto ammirare questo bambino disteso su un fianco, in posizione fetale con una catena attaccata a simboleggiare il cordone ombelicare. E’ stata denominata “Look-down”, chiara l’assonanza con il lockdown. Sospensione di ogni attività e azzeramento della socialità, termini che  preoccupano sempre più e che trovano la sintesi nella scultura in marmo bianco.

Un bimbo dagli occhi stanchi e chiusi, una catena che lo tiene inchiodato a terra, alla sua condizione di fragile, di senza-certezze, la “categoria” schiacciata  dall’immane crisi economica indotta dalla pandemia, che ha già piegato società e famiglie tanto che a pochi metri di distanza, un’attività ultracentenaria, nata nel 1860, mostra per la prima volta le saracinesche abbassate, è lo storico Caffè Gambrinus. Una situazione ormai insostenibile dice la proprietà.

Non è la prima volta che Jago, al secolo Jacopo Cardillo, 33 enne scultore originario della ciociaria, dona a Napoli un suo capolavoro. In passato, la chiesa di San Severo alla Sanità, è stata destinataria di un’altra affascinante opera “Il figlio velato”, un Cristo velato esposto a Cappella Sansevero.

Non è mancata però qualche polemica.

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