Frosinone – Scacco allo sfruttamento della prostituzione

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Scacco al mondo dello sfruttamento della prostituzione. Nella mattinata di lunedì la Squadra Mobile della Questura di Frosinone ha sgominato quella che, stando alle accuse della Procura, è la pericolosa banda che ha gestito per anni le piazzole Asi destinate alla prostituzione. Complessivamente sono sei gli indagati che dovranno rispondere di reati diversi. Tra intimidazioni e furti le aree di sosta dell’Asse Attrezzato di Frosinone, “vendute” a 8.000 euro l’una per sfruttare decine di donne – costrette, oltre a guadagnare 500 euro al giorno a testa, a vivere in una baracca di Via Le Noci – sarebbero state gestite dai diretti interessati proprio come se ne fossero i proprietari. Da qui il nome dell’Operazione “Uti Dominus“, coordinata dal Sostituto Procuratore Samuel Amari.  L’indagine è iniziata nel dicembre 2019, a seguito del tentato omicidio di un cittadino di origini albanesi. L’uomo, mentre era a bordo della sua auto parcheggiata nei pressi di un bar della zona industriale frusinate, fu colpito da un proiettile alla testa, sparato a bruciapelo da un suo connazionale, che lo ridusse in fin di vita. La vicenda traeva origine dai dissidi tra i due soggetti, entrambi pregiudicati, scaturiti dalla spartizione dei proventi illeciti derivanti dallo sfruttamento della prostituzione, circostanza confermata anche dal reo confesso. L’associazione malavitosa aveva come interesse primario quello dello sfruttamento della prostituzione, dalla quale ricavava notevoli guadagni costringendo a prostituirsi con la violenza e le minacce giovani donne straniere.

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