Mondragone – L’esercito nella zona rossa

A Mondragone in provincia di Caserta è arrivato l’esercito, 50 militare a presidio della zona rossa, nuovo focolaio che si è sviluppato negli ultimi giorni. A loro il difficile compito di riportare la calma tra i cittadini dopo i gravi fatti accaduti nel pomeriggio di giovedì. Il loro compito è anche quello di dare supporto alle forze dell’ordine nei controlli della zona rossa in cui sono stati scoperti diversi contagi da coronavirus all’interno della comunità bulgara. La tensione è salita nella mattinata di giovedì dopo la rivolta scoppiata tra i residenti dei palazzi ex Cirio che hanno violato per protesta l’isolamento domiciliare. Soprattutto braccianti che volevano continuare a lavorare nei campi.

In totale sono circa 800 gli emigrati che vivono in palazzine degradate. Il focolaio è stato scoperto dopo che una donna bulgara si è recata all’ospedale di Sessa Aurunca per partorire.

I contagiati sono in maggioranza asintomatici e sono stati trasferiti al centro covid di Maddaloni ma qualcuno, temendo di perdere il lavoro, sarebbe fuggito, in piena notte.

Difficile la convivenza tra i cittadini di Mondragone e la comunità di immigrati.

Alcuni cittadini per protesta hanno danneggiato le auto parcheggiate nei pressi dei palazzi dove vivono i bulgari, hanno anche bloccato la circolazione sulla statale domiziana.

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