Ambiente – Giornata delle api

La raccolta del miele crolla fino all’80% rispetto alla media, l’allarme arriva da Coldiretti proprio nella giornata mondiale delle api. Colpa dell’andamento climatico anomalo e della grave siccità che ha ridotto le fioriture e stressato le api.

L’inverno bollente e la pazza primavera segnata da gelate – sottolinea Coldiretti – hanno creato in molte regioni gravi problemi agli alveari con le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre lo mangiano per sopravvivere, anche se non mancano lungo la Penisola situazioni piu’ positive rispetto allo scorso anno.

Le difficoltà delle api – precisa Coldiretti – sono a livello più generale un pericolo grave per la biodiversità considerato che sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Dato poi da non sottovalutare è che 3 colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura, per resa e qualità, dall’impollinazione dalle api : tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao.

 

Ma a rischio è soprattutto il miele con un raccolto che in Italia rischia di essere anche peggiore del 2019 . Lo scorso anno infatti secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat  la produzione nazionale di miele è stata di appena 15 milioni di chili,  a fronte di un quantitativo di quasi 25 milioni importato durante l’anno dall’estero  . Il 40% arriva dall’Ungheria e oltre il 10% dalla Cina. In altre parole quasi 2 barattoli di miele su tre sono stranieri.

‘’ Il consiglio quindi che vogliamo dare ai consumatori – dice il direttore di Coldiretti Frosinone Carlo Picchi – è quello di verificare con attenzione l’origine in etichetta o ancora meglio di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica al fine di evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità ‘’ .

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