Frosinone – La rivolta dei detenuti

Il suono metallico di oggetti battuti sulle sbarre delle finestre spezzava frequentemente il silenzio della campagna intorno alla casa circondariale di Frosinone.

E’ il segno della protesta che nel primissimo pomeriggio di domenica un centinaio di detenuti ha inscenato dopo quelle di Cassino di sabato e quelle dei carcerati della vicina Campania. Una situazione divenuta immediatamente incandescente con incendi di materassi all’interno delle celle ed agenti bloccati. La protesta è scaturita a seguito dell’annullamento dei colloqui settimanali disposti dal governo centrale per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

La direzione del penitenziario di via Cerreto ha richiamato immediatamente in servizio il personale a riposo o in ferie per far fronte alla situazione. Sul posto anche il questore di Frosinone Leonardo Biagioli, in costante collegamento con la Prefettura, il capo della Squadra Mobile, il vice questore Flavio Genovesi, il tenente colonnello, Andrea Gavazzi vice comandante provinciale dei Carabinieri e il maggiore Andrea Petrarca, comandante Reparto Operativo Provinciale. Rinforzi provenienti anche da altri istituti della regione e l’impiego di un elicottero per monitorare dall’alto la situazione. A margine la voce dei carcerati affidata al garante dei detenuti della regione Lazio Stefano Anastasia.

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