Cassino – Processo Mollicone, spunta una intercettazione

La vicenda dell’omicidio di Serena Mollicone continua a riservare colpi di scena. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque indagati, Franco Mottola all’epoca dei fatti comandante della caserma dei carabinieri di Arce, il figlio e la moglie, nonché i carabinieri Quatrale e Suprano allora in servizio ad Arce, ecco che spunta una intercettazione telefonica che inchioderebbe i Mottola alle loro responsabilità. Proprio mercoledì mattina, nel corso dell’udienza preliminare, è stata resa nota una conversazione telefonica che risalirebbe al 27 ottobre del 2017. In un comunicato stampa di alcune ore fa emesso dal legale della famiglia Tuzi l’avvocato Elisa Castellucci, lo stesso legale, oltre a precisare alcuni aspetti fondamentali nella ricostruzione dei fatti, fa riferimento ad una telefonata in cui a parlare è uno dei dipendenti dell’azienda del fratello della signora Anna Maria Mottola, moglie del maresciallo Franco. L’operaio che doveva essere sottoposto a prelievo delle impronte papillari, avrebbe detto:

Quello lavorava là! Se l’hanno prese sulla macchina ..io comunque le ho portate le macchine! I cartoni li abbiamo maneggiati! lo scotch non me lo ricordo, però se io c’ero, io comunque l’abbiamo toccato! Quello stava insieme a noi”.

Un elemento ritenuto importante dalla procura, qualcuno quindi, ancora sconosciuto, potrebbe aver aiutato gli assassini di Serena ad occultarne il cadavere.

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