Scuola – Mobilità, blocco dei docenti per un lustro, Anief: è ingiusto

Una delle novità del Decreto scuola, attualmente in discussione al Senato e che dovrà essere approvato entro il 29 dicembre, è l’estensione del vincolo quinquennale di permanenza nella scuola di titolarità: l’obbligo quinquennale riguarderebbe tutti gli assunti dal 1° settembre 2020. Infatti, come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “il comma 17-octies dell’articolo 1 del Decreto Scuola innalza da 3 a 5 anni scolastici di effettivo servizio – per tutti i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato – l’obbligo di permanenza nella scuola di titolarità, a decorrere dall’anno scolastico 2020-2021, con alcune limitate eccezioni”.

Si precisa che “fanno eccezione le assunzioni effettuate fino all’a.s. 2019/20, nelle quali alcuni docenti hanno il vincolo triennale (infanzia e primaria) e alcuni già quello quinquennale (scuola secondaria), a seconda la graduatoria da cui sono stati assunti in ruolo”. In particolare, “il comma 17-octies stabilisce che i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità. Tale previsione si applica a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020-2021”.

L’obbligo di permanenza quinquennale è parimenti esteso anche: al personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado che supera il periodo di formazione e di prova del concorso straordinario secondaria e al personale docente ed educativo immesso in ruolo, su propria istanza, in territori diversi da quelli di pertinenza delle rispettive graduatorie qualora residuino posti vacanti e disponibili.

Il parere dell’Anief

Il sindacato ha proprio chiesto di sostituire il comma in questione con la proroga dei termini della mobilità straordinaria; infatti, per Anief la mobilità straordinaria per tutto il personale di ruolo è un punto irrinunciabile per conciliare il diritto del docente al lavoro e quello a ricongiungersi alla propria famiglia, soprattutto in presenza di posti vacanti e disponibili e alla luce dei numeri record di supplenze annuali (oltre 200 mila). Se già una permanenza di tre anni sul posto di immissione in ruolo era eccessiva, l’immobilità per 5 anni risulta improponibile.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi