Piedimonte San Germano – Voto di scambio, incredulità della gente

Ha lasciato tutti a bocca aperta la notizia degli arresti domiciliari per il vice sindaco di Piedimonte San Germano Leonardo Capuano e il contestuale divieto di dimora per Gioacchino Ferdinandi, l’attuale sindaco. Una notizia che ha scosso l’opinione pubblica anche perché l’indagine è partita dopo la denuncia di Ettore Urbano il competitor di Ferdinandi alle passate elezioni del 2016. Posti di lavoro in cambio di voti, questa è l’accusa che ha portato ai domiciliari, oltre al vice sindaco, anche l’imprenditore Varlese.

L’indagine avrebbe inizio qualche anno fa e per questo risulterebbe  indagato a piede libero anche Vincenzo Nocella, ex sindaco eletto appunto nel 2015. L’inchiesta, coordinata dal Sostituto Procuratore di Cassino Alfredo Mattej e dai carabinieri del Reparto Operativo Provinciale agli ordini del colonnello Fabio Cagnazzo, ha consentito di portare alla luce una presunta associazione per delinquere stabilmente fondata e finalizzata ad assicurarsi la direzione politico-amministrativa del Comune di Piedimonte San Germano. Molteplici le condotte corruttive che si sono protratte neltempo e che hanno condizionato il voto elettorale attraverso promesse  di lavoro a tempo determinato in aziende attive nell’indotto Fca, voti che avrebbero consentito di raggiungere risultati positivi nelle ultime tornate amministrative, quella del 2015 e quella del2017.  I recenti fatti di cronaca che hanno colpito Ettore Urbano, candidatosi alle ultime elezioni, lo hanno portato a denunciare tutto ciò che sapeva facendo così partire l’attività investigativa accertando che varie persone erano state avvicinate durante la competizione elettorale e successivamente assunte alle dipendenze di tre società operanti nel settore della logistica, movimento, trasporto mezzi, pulizia e riconducibili al compiacente imprenditore, il quale, pur non figurando ufficialmente nell’assetto societario, di fatto, ne era il reale “dominus” che si avvaleva di altri personaggi utilizzati quali prestanome ovvero “c.d. teste di legno”, per la fantomatica direzione delle stesse. La vicenda giudiziaria , oltre gli aspetti meramente penali, fornisce uno spaccato sociale in cui è sempre più ricorrente in fatti di cronaca di natura politica, sino ai livelli di piccola e media entità sociodemografica, la preponderante e sempre più comune mal consuetudine di ottenere ad ogni costo la leadership direttiva della comunità di riferimento, anche mediante la pratica di condotte illecite poste in essere da coloro i quali aspirano ad ottenere tale titolo, facendo leva, specie nelle zone del paese con alto tasso di disoccupazione, sul miraggio dell’assunzione in un posto di lavoro temporaneo a fronte della svendita della libertà di voto.

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