Piedimonte San Germano (Frosinone) – Una comunità sconvolta

A Piedimonte San Germano c’è rabbia e indignazione per l’iscrizione a Facebook di Erick Scherztbeger che uccise un bimbo di 11 anni a colpi di pietra nel lontano 1998. Il piccolo era Mauro Iavarone, brutalmente assassinato dal branco con 31 colpi alla testa. Erik torna libero e pensa di iscriversi ai social. Una decisione che ha suscitato un vespaio di polemiche a Piedimonte San Germano dove il piccolo Mauro era nato e cresciuto. Non nasconde la propria indignazione  Giogio Miveni, amico di Mauro, così come l’attuale sindaco del piccolo centro ciociaro Gioachino Ferdinandi. Leggere quel nome,  dice, è stato per tutti noi un colpo al cuore. Quella persona, come tutte le altre che hanno partecipato all’omicidio brutale di Mauro, non vive più a Piedimonte da anni ma quanto commesso resterà sempre nella mente di tutti noi. Mauro ed il dolore della sua povera madre continuano ad essere oltraggiati”. Parole dure quelle del primo cittadino condivise dall’intera comunità.

Mauro Iavarone, undici anni compiuti da poco, scomparve la sera del 18 novembre del 1998. Per due giorni l’intero paese si mobilitò per cercare di capire dove potesse essere finito un bambino così piccolo che amava girare con la sua bicicletta. Il 21 novembre il corpodi Mauro fu rinvenuto privo di vita in un bosco di San Giovanni Incarico. Mauro venne attirato in una trappola e massacrato di botte forse per vendetta nei confronti di uno zio troppo ingombrante (il boss Libero Forlini all’epoca in carcere ma che in paese era temuto da tutti) o forse perché il bimbo era stato testimone di un qualcosa che poi avrebbe potuto riferire proprio al fratello della madre. Ad essere condannati per l’omicidio Denis Bogdan con l’ergastolo ed Erik Schertzberger  con  venti anni. Proprio per Erik venne tenuto conto della sua confessione che consentì agli investigatori di ritrovare il corpo martoriato di Mauro.

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