Gaeta – Riflessioni sul mondo della pseudo informazione

E’ proprio vero, non sempre la tecnologia aiuta ad ottenere un mondo migliore. Nel settore dell’informazione e della comunicazione ha però favorito e continuerà a farlo, l’esistenza di tutti noi compresa quella di strimpellatori seriali che, con l’avvento e lo sviluppo della rete, non hanno creduto ai loro occhi. Cosa c’è di meglio per questi stravaganti soggetti, di avere a portata di mano una tastiera e di mettere in moto le dita senza accendere il cervello? E’ una situazione che si verifica costantemente, quindi, manco a dire qualche caso sporadico e isolato, ormai può considerarsi prassi..

Mi piace oggi concentrare l’attenzione sulla vicenda che vede protagonista indiscusso il parroco, ancora per poco, e aggiungerei, fortunatamente per lui, di San Nilo a Gaeta, don Antonio Cairo. Poverino, da anni ormai sotto costante attacco di quei famosi strimpellatori del web che non dormono la notte per studiare la cazzata più grossa da sparare durante il giorno. Chi scrive, forse l’avrete già capito, è colui che ha firmato alcuni servizi giornalistici che qualche buontempone, nulla facente, ha ultimamente preso di mira. Colui che possiede, ringraziando il cielo e con “meraviglia” di molti le “telecamere di famiglia”. Allora, cosa dire in merito a tutto ciò che si legge e si è letto? Solo una cosa… “quanto è brutta l’ignoranza”,  rende penoso l’essere umano. Mi piacerebbe conoscere quale possa essere la fonte da cui si traggono certe informazioni, questi pseudo giornalisti o disperati imprenditori dell’informazione, per arrivare a scrivere certe castronerie, in considerazione anche del fatto che difficilmente si vedono in giro. Vorrei solo ricordare a qualcuno e rendere noto ad altri che le “telecamere di famiglia” sono accese dal lontano 1977. Cosa hanno fatto di bello altri soggetti in tutto questo tempo? Si ricordano con piacere i tempi in cui da responsabile di una tra le più importanti reti televisive regionali,  si dava spazio all’arcivescovo di allora monsignor Vioncenzo Maria Farano e siamo solo alla fine degli anni ’80. Che dire poi del rettore del Santuario della Madonna della Civita padre Polselli. E poi ancora Ecclesia Tg della Cei, Tg 2000 e dello spazio dato alle attività del Vaticano, seguendo in diretta ogni viaggio del Papa. Iniziative che dovrebbero far riflettere, se mai ce ne fosse la capacità. Inviterei qualcuno anche a fare attenzione a ciò che passa sotto i suoi occhi senza cadere in facili e gratuite illazioni. Purtroppo si sente sempre più la necessità di una informazione chiara, coerente ed equilibrata, senza l’influenza di gratuiti sensazionalismi. Vorrei anche svelare un segreto della mia professione di giornalista e produttore televisivo. Solitamente, per far piangere coloro che mi rilasciano interviste porto con me qualche cipolla che uso nel momento opportuno così da ottenere quell’importante effetto strappalacrime altrimenti difficilmente ottenibile.

Anche in merito a ciò che scrive il solito strimpellatore di turno che, non dorme la notte per spararla più grossa nel corso del giorno, in attesa di qualche like in più che lo faccia svoltare nelle sue tristi giornate monotone, mi piace riportare testualmente:

Febbraio 2016, secondo alcuni voci don Antonio avrebbe deciso di ospitare nei locali della parrocchia di San Nilo, la redazione e gli studi del Lazio Tg, dove lavora anche il  fratello “cameramen”, sfrattati da Formia. Al parroco è assegnata una rubrica domenicale delle sacre scritture.

In merito a questo ultimo passaggio vorrei intanto consigliare a chi scrive di tornare sui banchi di scuola oppure organizzarsi per seguire qualche corso serale accelerato (non è mai troppo tardi) di cultura generale. Inutile dire che prima di scrivere facili e sensazionali cazzate (anche in questo caso si è a conoscenza che è pronto quel like in più che rende la vita meno noiosa) farebbe bene ad informarsi, anche per non incappare in spiacevoli e costose querele e…. mi fermo qui. Quanto è brutta l’ignoranza!

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