Fondi – Differenziata all’83%

Da tempo ricevo pressanti richieste dai cittadini che non sanno più a chi rivolgersi, non essendo distinti e distanti i ruoli di maggioranza e minoranza. È doveroso da parte mia, dare voce a quanti non si sentono più rappresentati da partiti e consiglieri che poco o nulla fanno per stimolare e proporre soluzioni ai diversi problemi che attanagliano la nostra città. Un esempio su tutti è la tassa sui rifiuti (TARI). La città di Fondi, già da qualche anno, ha attuato il sistema del porta a porta raggiungendo una percentuale di differenziata dell’83%. Questo passaggio non è stato indolore per i cittadini e per le diverse attività perché ci fu allora un aumento medio delle bollette da pagare di oltre il 30%. Ebbene , oggi la società appaltante può vendere sempre maggiori quantità di vetro, plastica, metalli, cartoni, ecc cc aumentando di anno in anno i propri guadagni. I cittadini fondani, invece, fanno un lavoro certosino di separazione dei rifiuti, ma non trovano il giusto ristoro in una diminuzione della TARI da pagare al comune. La logica vorrebbe che più si differenzia, più si ricicla e meno si paga il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Cosi è in tutta Italia, tranne che a Fondi. Con queste percentuali, a cosa servono due eco-isole utilizzate da pochissimi utenti? Questi soldi della collettività non potevano servire per diminuire le bollette dei cittadini più bisognosi e delle attività che attraversano una fase difficile per la congiuntura economica? Nella vicina Frosinone, dove la percentuale di differenziata è del 70%, il Sindaco di centro destra ha annunciato al TG3 che nel 2019 i suoi concittadini pagheranno una TARI diminuita del 18%. Fondi è una repubblica a sè? Oppure ci sono meccanismi perversi che non permettono ai fondani di risparmiare come tutti sulla raccolta dei rifiuti? Questa amministrazione si auto elogia sui risultati raggiunti dai cittadini operosi, ma nulla fà per abbassare i costi di questo servizio. La raccolta e lo smaltimento porta a porta non devono essere un peso economico aggiuntivo come è stato sino ad oggi, ma devono trasformarsi in una risorsa per l’intera città. Per intanto, cittadini, attività e studi professionali continuano a pagare bollette salate.

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