Roma – Il consiglio regionale approva la legge Pirozzi

Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la proposta di Legge n° 49 del 13 luglio 2018, concernente le “Norme in materia di prevenzione e riduzione del rischio sismico. Ulteriori disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione degli interventi di ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 e successivi”, presentata da Sergio Pirozzi.

Le nuove norme mirano a incentivare la messa in sicurezza delle abitazioni costruite in zone a rischio sismico prima del 1974, quando non esisteva una specifica normativa antisismica in materia di costruzioni, e prevedono una serie di interventi per la prevenzione su tutto il territorio regionale.

Il voto definitivo è arrivato a quattro mesi dall’esame del provvedimento in Dodicesima Commissione, presieduta dallo stesso Pirozzi. L’ex sindaco di Amatrice è intervenuto oggi in aula per illustrare la legge, visibilmente commosso, ringraziando i membri della Commissione, l’Assemblea Regionale e gli assessori Di Berardino, Sartore, Valeriani e Alessandri.

“Tra i princìpi cardine di questa legge – ha detto Pirozzi nella sua relazione – c’è una parte che si occupa della ricostruzione in quei Comuni colpiti dal terremoto, ma differenziandoli, cosa che purtroppo la legislazione non ha voluto o non ha potuto fare perché oggi il cratere nel Centro Italia riguarda ben 139 Centri, di cui alcuni hanno avuto la distruzione, altri no. Noi siamo intervenuti sul Lazio – ha spiegato l’ex sindaco – e abbiamo introdotto alcune misure straordinarie per i Comuni che hanno avuto il 50 per cento più uno di edifici dichiarati inagibili, case completamente distrutte, in particolare Amatrice e Accumuli”.

Altro importante principio contenuto nella legge, secondo Pirozzi, è l’intervento sulla prevenzione: “Il Lazio è la prima regione d’Italia che investe delle risorse per i privati a fondo perduto nella prevenzione sismica, e mi auguro che diventi un modello anche per le altre regioni. Se un giorno si salverà anche una sola vita umana sarà merito di chi ha lavorato a questo provvedimento”.

Per la cronaca, la legge prevede uno stanziamento complessivo di 7,5 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020. Sei milioni (due per il 2019, più quattro per il 2020) serviranno a concedere contributi in conto capitale, in misura non superiore al 30% della spesa riconosciuta ammissibile, ai proprietari di case ubicate nei Comuni classificati nella Zona sismica 1 per interventi di adeguamento, con priorità per quelle costruite prima dell’entrata in vigore della legge 64/1974. Un milione di euro (500mila per ciascuna annualità) serviranno invece a finanziare convenzioni con gli Istituti di credito per prestiti a tasso agevolato per la realizzazione degli stessi interventi. Infine, 500mila euro saranno destinati alle attività di prevenzione del rischio sismico.

Più in generale, la proposta di legge contiene anche disposizioni finalizzate a promuovere lo studio e l’analisi sui fattori di rischio sismico del territorio e altre novità, tra cui: il “Documento sul rischio sismico regionale”, approvato con cadenza triennale dalla Giunta regionale, per individuare il quadro generale definito dalle disposizioni strutturali del Piano Territoriale Regionale Generale (Ptrg); l’istituzione della “Giornata regionale dell’alfabetizzazione sismica”, il 13 gennaio di ogni anno, per sensibilizzare e informare la popolazione e gli enti pubblici e privati; le semplificazioni e agevolazioni nelle zone sismiche 1 riguardo le “Misure straordinarie per il settore edilizio e interventi per l’edilizia residenziale sociale” previste all’articolo 27 della Legge regionale 11 agosto 2009, n° 21, nonché norme più stringenti in materia di collaudo statico; interventi di ristrutturazione edilizia negli insediamenti prevalentemente residenziali esistenti, con possibilità di ridurre di un piano (in alcuni casi anche di due) l’intero edificio e di ampliare l’area di sedime fino al 50% di quella dell’edificio oggetto dell’intervento; interventi di trasformazione del bosco a sostegno della ripresa economica dei territori colpiti dagli eventi sismici, nel rispetto della normativa paesaggistica, con possibilità di eliminare parte della vegetazione (con obbligo di rimboschimento compensativo) solo in caso di realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità; ristrutturazione e ampliamento di immobili e pertinenze di insediamenti produttivi esistenti; viabilità agro-silvo-pastorale; allacciamenti tecnologici e viari agli edifici esistenti.

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