Minturno – Pescatore di frodo

La superperizia portata a termine dalle autorità competenti stabilisce che Serena Mollicone ha trovato la morte nella caserma dei carabinieri di Arce. Le analisi condotte sui micro frammenti di legno, rinvenuti nel corso dell’autopsia fatta a Milano, sul corpo della ragazza,  sotto il nastro adesivo che avvolgeva le mani e i piedi di Serena, confermano questa tesi. I frammenti sarebbero compatibili con la porta contro la quale avrebbe battuto la testa Serena. Ora il magistrato titolare dell’inchiesta Beatrice Siravo dovrà chiudere le indagini. Per la morte della ragazza scomparsa nel 2001 e ritrovata priva di vita nel boschetto di Anitrella, sono indagati l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce Franco Mottola di Teano, la moglie Anna, il figlio Marco, l’ex vice comandante della stazione Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano. A dare una svolta alle indagini il suicidio del carabiniere Tuzi, nel 2008, un episodio misterioso. Il militare era presente in caserma il giorno della scomparsa di Serena. Gli inquirenti sono sempre più convinti che la giovane sia stata picchiata a morte all’interno della caserma di Arce dove, probabilmente si era recata per denunciare strani traffici che avvenivano in paese. Successivamente portata nel boschetto di Anitrella, ancora viva, è stata soffocata con una busta.

Dopo 17 anni dall’omicidio sembrerebbe essere giunti al capolinea della triste vicenda che ha scosso l’intersa Italia. La conferma ora è arrivata dai carabinieri del Ris. Numerosi i depistaggi nelle indagini, venne anche indagato ed arrestato il carrozziere di Arce Carmine Belli poi rivelatosi estraneo all’omicidio.

 

 

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