Zurigo – E’ morto Sergio Marchionne

Era la fine del 2006 quando in un pomeriggio autunnale Sergio Marchione, da soli due anni alla guida del gruppo torinese, per la prima volta mise piede nello stabilimento di Piedimonte San Germano. Un impianto che non aveva mai visitato, forse l’unica volta che è arrivato in auto a Piedimonte e non in elicottero come accadde sempre negli anni a venire. Un fatto eccezionale, l’amministratore delegato dell’allora Fiat, si soffermò per circa un’ora all’interno dell’impianto, all’uscita scambiò qualche battuta con i giornalisti che lo attendevano all’esterno dell’ingresso numero due. E’ stato facile capire in quei momenti che il manager di origini abruzzesi, era l’uomo dei grandi numeri. E così è stato.

A noi piace ricordarlo così, Sergio Marchionne se n’è andato in punta di piedi, l’uomo che ha rilanciato la Fiat che nel 2004, anno del suo insediamento, era in forte perdita. Una grande tristezza per il gruppo automobilistico- “Sergio l’uomo e amico se n’è andato” queste le parole di John Elkann. Il miglior modo per onorare la sua memoria è far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto.

Marchionne ha cambiato il destino della Fiat, un’azienda che perdeva due milioni di euro al giorno. La rinascita di Fca dopo la rottura del patto con Gm e la restituzione dei debiti alle banche, è stato il suo primo successo. L’azienda è solida ma il vento della crisi mondiale mette di nuovo tutto in difficoltà. Nel 2009 Marchionne cerca la salvezza nel salvataggio di Chrysler e nella fusione di Fiat con la casa americana. Con Fca nasce un colosso da 4,5 milioni di auto all’anno, il settimo costruttore mondiale. Nel 2010 lo scontro con la Cgil. Marchionne chiede la rinuncia allo sciopero, come aveva ottenuto in America. I sindacati si dividono. Il piano Fabbrica italia, travolto dalla crisi globale, non viene realizzato. Nel 2014 Marchionne fissa un nuovo obiettivo: entro fine 2018 azzeramento dei debiti e della cassa integrazione. Il primo viene centrato, la cassa riguarda ancora il 7 per cento dei dipendenti.

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