Cassino – Usura ed estorsione, sei arresti

All’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Compagnia di Cassino, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica e la direzione del Comando Provinciale di Frosinone, nonché coadiuvati dal Comando Compagnia di Pontecorvo, hanno dato esecuzione ad una attività di polizia giudiziaria in Cassino e Pontecorvo, consistente nell’esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti, residenti nel frusinate.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili dei reati continuati di “usura” (art. 644 co. 1,3,4 e 5), “estorsione” (art. 629 C.P.), “lesioni personali” (art. 582 C.P.) aggravati ed in concorso.

L’operazione, denominata convenzionalmente “I MONATTI”, è stata intrapresa dai militari del Nucleo Operativo di Cassino a seguito dell’incendio, avvenuto nel mese di marzo del 2016, di un magazzino adibito a deposito di materiale di gommapiuma, di proprietà di un noto commerciante di Cassino, già in passato (anno 2014) vittima di usura e di analogo attentato incendiario.

L’incendio del 2016 danneggiò l’intero opificio di produzione di materassi, mettendo in pericolo alcune famiglie che si trovavano negli appartamenti sovrastanti e, l’evento stesso, ritenuto sin da subito di natura dolosa, fece avviare una specifica attività info-investigativa da parte dei militari di Cassino, coordinata dal PM Dottoressa Chiara D’OREFICE – Sost. della Procura della Repubblica di Cassino.

Nel corso dell’attività svolta, i militari accertavano e riscontravano che vi era un giro di usura condotto, a vario titolo, dagli odierni arrestati.

Il gruppo criminale, nell’ambito delle attività di usura, per costringere la vittime a pagare i debiti, non esitava a minacciarle gravemente nonché aggredirle fisicamente tanto da costringerle, in alcune occasioni, a ricorrere in cure mediche.

I tassi applicati, che partivano dal 25 – 30%, potevano anche superare il 400%.

Difatti, le indagini, permettevano di cristallizzare l’attività usuraia del gruppo criminale che, a fronte di un prestito di 15mila euro ad un commerciante di Cassino, gli imponeva la restituzione di 20mila euro in un anno; in un altro episodio, per un prestito di 8mila euro lo stesso commerciante aveva pagato in un anno e mezzo circa 8mila euro di interessi. In un terzo episodio, il medesimo, per un prestito di 2mila euro, era stato costretto a consegnare oltre al capitale, euro 4mila di interessi in sei mesi. In un ulteriore episodio lo stesso commerciante, ormai in evidente difficoltà economica, era costretto a chiedere una ulteriore somma di denaro di 1000 euro ad altro noto soggetto, dietro corresponsione della somma totale di euro 1.600 dopo soli due mesi quindi con la l’applicazione di un tasso usuraio di quasi il 300%.

All’interno del gruppo criminale, inoltre, vi erano due soggetti che erano dedicati proprio alla riscossione delle rate dei prestiti presso le vittime. Questi sistematicamente minacciavano i debitori quando quest’ultimi ritardavano di qualche giorno i pagamenti.

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