Roma – Zingaretti dica sì a Pisapia

Riflettiamo bene prima di chiudere le porte alla proposta di Pisapia, che trovo importante e ben calibrata. Il PD – scrive Nicola Zingaretti in un suo articolo sull’Huffington Post – da solo non vince e non ha prospettive di governo, a meno che non si punti ad un accordo con Berlusconi.

Credo che sia un errore dire sempre di no ai nostri alleati naturali con i quali governiamo città e Regioni: io mi batterò affinché questa piattaforma di alleanza fra le forze riformiste e di sinistra sia in campo come una prospettiva vera e praticabile. Abbiamo un grande bisogno di tornare ad aprirci e radicarci, per essere percepiti come amici di un popolo fatto di persone, movimenti, associazioni, liste civiche che in questi ultimi anni si è trovato già troppe volte spaesato di fronte ad alleanze innaturali. È vero  – continua il Presidente della Regione Lazio – che con Berlusconi abbiamo governato, ma si è trattato di un’emergenza parlamentare creatasi dopo le elezioni del 2013, alla quale il Pd ha risposto con responsabilità. Questa strada però non è percorribile se diventa, come rischia, la linea strategica del PD, e risulterebbe incomprensibile per molti dei nostri elettori attuali e per tanti elettori che in questi anni – proprio per questo – ci hanno lasciato.

È sbagliato anche arroccarsi, accusando chi se ne è andato con una scissione, contro la quale mi sono battuto. Ed è anche poco lungimirante: una linea aperta, inclusiva, aggregante, metterebbe casomai in difficoltà proprio coloro che ci hanno abbandonato denunciando il nostro settarismo. L’idea di sconfiggere il M5S attraverso la prospettiva di un accordo con Berlusconi sarebbe dunque un errore gravissimo. Anzi, sarebbe la benzina elettorale per Grillo. Se il Pd viene percepito come contiguo alle politiche della centrodestra, finisce per snaturarsi e perdere ancor più il legame con la sua gente. La prospettiva – conclude Zingaretti – deve essere invece quella di una coalizione nuova, unita su valori comuni propri delle forze riformiste e della sinistra, a partire dalla lotta alle diseguaglianze e dal lavoro. Anche per questo, è importante accogliere l’invito del presidente Mattarella e lavorare velocemente a una riforma della legge elettorale che non ci costringa a matrimoni forzati successivi con la destra di Berlusconi.

 

 

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