Anagni, “terrorista in metro!”. No, solo un papà con un regalo

Anagni – Ora che il clamore mediatico si è sopito, “l’uomo col mitra in metro” può farsi serenamente una risata, amara però, perché, fosse stato realmente un malintenzionato, perlomeno un morto ci sarebbe scappato nei sotterranei della capitale. Non si aggirava, ricordiamolo, con quell’arma finta per spaventare né per mettere alla prova il sistema in caso di allarme terrorismo, ma perché animato dal desiderio di fare un dono al figlio, che vive ad Anagni. stazione-termini-uomo-fucile-giocattoloFederica Angeli è riuscita ad intervistare Luca Campanile, pizzaiolo di 44 anni, residente a Roma ed originario della città dei papi, il quale ha ricostruito l’episodio, da quando è uscito di casa alle 18:30, come ogni lunedì, per andare dal figlio. Si può dire che l’incontro col vicino di casa ha dato una svolta interessante (sic!) alla sua sera, perché lo ha visto gettare in un cassonetto il famoso mitra di plastica. Volendolo regalare all’erede, ha salvato il giochino innocuo dal triste destino e così, col premio in bella mostra, si è aggirato per le strade fino alla stazione ‘Jonio’. “Sono passato ai tornelli, ho timbrato il biglietto e sono salito sulla metropolitana per andare alla stazione Termini e poi dritto al binario 21, sul treno Roma-Cassino” ha spiegato. Una volta sul convoglio, “mi si è avvicinato il controllore e mi ha chiesto prima il biglietto, poi dove avessi preso il fucile che avevo sulle gambe. Così ha chiamato un carabiniere che era nello stesso vagone e quest’ultimo mi ha domandato di visionare l’arma. Ha capito subito che era un giocattolo. Non mi ha chiesto i documenti, si sono allontanati ed è finita così”.

Verrebbe da chiedersi perché il militare non abbia consigliato, amichevolmente, di mettere da parte il giocattolo, nasconderlo in qualche modo, per non spaventare, ma in fondo il suo dovere l’ha fatto. Ciò che è certo è che Luca Campanile non ha per nulla pensato a possibili conseguenze: era solo desideroso di tornare dal figlio e di renderlo felice con questo regalo: “Non mi è sembrata una cosa da dover nascondere. Ma se avessi saputo che sarebbe successo tutto questo l’avrei buttata io in quel cassonetto”. Più sincero di così… Certo, lo spavento in casa è iniziato già quando la madre ha appreso dalla tv che stavano cercando suo figlio: FOTO PAGANO ASSICURAZIONI“Ero sul letto, mia madre stava guardando la televisione e mi chiama: ‘Luca, guarda, vieni qua! Mi sembri te quello nella foto… Corri, stanno parlando di te alla televisione, ma che hai fatto? Che hai combinato?’. Sono corso di là e ho visto le immagini di me col giocattolo in mano. In quel momento ho capito che mi avevano scambiato per un terrorista. Ho detto a mia madre che andavo a farmi una doccia e subito dopo sarei andato dai carabinieri per chiarire l’equivoco. Invece sono arrivati prima loro a casa nostra”. Campanile li ha seguiti in caserma e lì ha avuto modo di spiegare tutto. L’arma giocattolo gliel’hanno sequestrata, “ma gli hanno comprato un nuovo gioco. Non un mitra”. La collega de ‘La Repubblica’ giustamente, però, gli chiede anche della presenza in metro delle forze dell’ordine e il 44enne chiarisce: “Guardi, di poliziotti ce n’erano tanti, come sempre, ma nessuno mi ha fermato. Per me è stato un pomeriggio normalissimo”. Insomma quale è l’epilogo della storia? Dati i tempi delicati, mai aggirarsi con qualcosa di sospetto, specie se in buona fede. Quanto al 44enne, ha tirato ben presto un sospiro di sollievo: nessuna denuncia per lui, solo tanto chiasso, ma tiene a precisare: “se fossi stato un vero terrorista avrei potuto fare una strage. Nessuno mi ha controllato: sono passato davanti ai vigilantes della metro, a poliziotti e carabinieri a Termini, salito su un treno…”. Dimenticavamo: un’altra cosa il pizzaiolo l’ha imparata: “non regalerò mai più un’arma al mio bambino”.

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