Duro colpo allo spaccio di droga, 11 persone arrestate

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Frosinone – Si è conclusa l’operazione “Nineteen” che all’alba di questa mattina ha impiegato circa 40 Carabinieri della Compagnia di Frosinone nell’esecuzione di 11 misure cautelari personali (di cui 3 in carcere, 5 ai domiciliari e 3 obblighi di dimora) emesse dal G.I.P presso il Tribunale di Frosinone, Angelo Bracaglia, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Vittorio Misiti, che ha coordinato le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Frosinone con la collaborazione della Stazione di Frosinone. I reati contestati sono, a vario titolo in concorso tra loro, detenzione e spaccio di stupefacenti aggravato continuato, detenzione illegale di armi da sparo, tentata estorsione aggravata continuata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate. 2L’indagine, iniziata nel luglio del 2014, si è da subito focalizzata  su una famiglia residente in un palazzina di Corso Francia, già oggetto di investigazioni nel 2012, periodo in cui avevano organizzato in quel luogo una fiorente base di spaccio di cocaina. I membri della famiglia dominavano di fatto l’intera area riuscendo a sottomettere e far tacere alcuni abitanti che, vista la loro insospettabilità, vennero addirittura coinvolti a collaborare nell’occultamento di notevoli quantitativi di droga presso le loro abitazioni. In quel caso fu inflitto un duro colpo alla famiglia poiché, nel corso delle perquisizioni, i militari riuscirono a rinvenire e sequestrare in un appartamento occupato da  una 63enne circa 400 grammi di cocaina, oltre a tutta l’attrezzatura necessaria per il taglio e confezionamento delle dosi da destinare agli acquirenti. L’arresto della insospettabile signora non fermò i carabinieri, che continuarono a raccogliere elementi tali da indurre l’Autorità Giudiziaria ad emettere un provvedimento cautelare restrittivo nei confronti di quattro dei cinque membri del nucleo familiare, il quale impiegò tempo per riprendersi, fino a far crescere in meno di due anni l’attività illecita con l’adozione di maggiori cautele e strategie finalizzate a schivare i controlli delle forze dell’ordine.

Nel frattempo le indagini sono proseguite sino al febbraio del 2015,  attraverso il contemporaneo utilizzo dei più innovativi mezzi tecnologici e delle tradizionali tecniche d’indagine fatte di osservazione e riscontri sulle decine e decine di acquirenti provenienti da tutta la provincia. 1Nel corso dell’attività sono stati svolti anche degli interventi che hanno permesso di arrestare già 7 soggetti (di cui 6 in flagranza di reato) e sequestrare, tra l’altro, oltre 10 kg tra cocaina, marijuana e hashish (con circa 5.600 dosi già pronte), 30.000 euro in contanti, 3 pistole e 119 colpi e un sistema di ultima generazione per la video sorveglianza, per complessivi 200.000 euro circa. Gli indagati, in particolare, avevano costituito una vera e propria piazza di spaccio aperta 24h in una palazzina popolare, denominata “lotto 19” (da qui il nome dell’operazione). Qui gli acquirenti potevano rifornirsi di ogni tipo di droga, talmente tanta da sembrare un supermercato. Il metodo, inoltre, comprendeva l’occupazione abusiva di appartamenti vuoti (taluni abbandonati dagli aventi diritto per non soggiacere  alla volontà criminale di costoro) da adibire allo spaccio, difesi con portoni blindati, sistemi di video-sorveglianza e vigilanza fissa, esterna e interna radio-collegata attivati all’eventuale arrivo dei Carabinieri dalle vedette posizionate all’esterno. Questi gentiluomini erano, quindi, divenuti praticamente i padroni dell’intera scala “A” del complesso popolare.

La loro egemonia, che si affermava nella più assoluta omertà generale, era espressa attraverso il possesso di armi, con pubblici pestaggi e -in un caso- con il sequestro di persona (un compratore insolvente, prelevato a forza della sua abitazione ubicata in tutt’altra zona di questo capoluogo e condotto nella popolare area condominiale e lì picchiato selvaggiamente. 4Per le gravi lesioni subite il ragazzo veniva sottoposto ad un delicato intervento chirurgico con applicazione di placche metalliche al volto. Per questo evento gli arrestati dovranno rispondere di sequestro di persona, tentata estorsione e lesioni gravi). Queste modalità erano utili per il recupero dei crediti quando i clienti erano morosi. Gli ingenti guadagni realizzati dall’illecito traffico hanno consentito ai componenti del nucleo familiare di sfoggiare un elevato tenore di vita, di possedere  auto  di grossa cilindrata nonché veicoli d’epoca, al punto da arrivare a sequestrare 6 autovetture (una ‘Ford Mustang’,  una ‘Opel Gt Coupé, una ‘Fiat Cinquecento’, una ‘Fiat Seicento’, una ‘Bmw x3’ ed una ‘Fiat 500’, per complessivi 120.00 euro circa) e 3 tra conti correnti e conti deposito per un ammontare di 17.000 euro. Complessivamente il danno arrecato alla struttura criminale ammonta a circa 350.000 euro.




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