Smartwatch, alta tecnologia e potenziali (immancabili) rischi

La tecnologia sempre più avanzata è tanto cara, perché sì, costa molto, ma ci fa risparmiare molto tempo (pari a quello che impieghiamo accanto a questi strumenti quasi senza rendercene conto) e ci semplifica la vita. A volte. Le altre, invece, ce le rende complicate. Un esempio lo racconta Codici, che questa volta si è occupata di uno studente dell’Università di Copenhagen di origine italiana, Tony Beltramelli, che ha realizzato per la sua tesi di laurea un’app per smartwatch (un orologio che permette di fare molte cose che normalmente si fanno col telefono di cui è, una ‘estensione’, diciamo così) in grado di individuare e, quindi, decifrare, i movimenti che una mano compie su una tastiera a 12 tasti come quella di un Bancomat i di un cellulare quando digitiamo un pin. A che pro? E’ presto detto: serve a rubare il codice. Per giungere a questo risultato, oggi non più così incredibile (risponde al criterio insito nel detto “fatta la legge, trovato l’inganno” ovvero “veleno e antidoto”, se vogliamo), lo studente pare abbia applicato un algoritmo in grado di tradurre i dati forniti dai sensori di uno smartwatch durante il movimento della mano sulla tastiera. L’app comunica via Bluetooth con uno smartphone Android che trasferisce a sua volta le informazioni su un server remoto. Smartwatch“La precisione raggiunta dipende dal tipo di dispositivo utilizzato e varia da un massimo del 73% al 59%. L’algoritmo è anche in grado di imparare e di dedurre la pressione dei tasti, dopo un periodo di training, su tastiere differenti di quelle utilizzate per il test, ma con una precisione inferiore (19%)” spiega Codici. Ad oggi dire “usate qualche precauzione efficace per questo caso” è aleatorio, perché spesso e volentieri il consumatore, per quanto accorto, finisce nella rete. Giacomelli dell’Associazione suggerisce di evitare di scaricare sui nostri dispositivi “app  e programmi non certificati; proteggete sempre le vostre operazioni online seguendo le indicazioni sulla sicurezza e per il caso ‘smartwatch’ indossatelo sul braccio opposto a quello solito e la pressione sui tasti nella digitazione dei pin, sarà completamente diversa!”. E’ forse sciocco optare per non averne nemmeno uno? Eppure navigando su internet ci si imbatte in articoli piuttosto entusiasti per le potenzialità di questo strumento. Sono subacquei e permettono di fare foto e video anche sott’acqua o anche se siamo in bici. Se ci perdiamo, ad esempio, o ci facciamo male durante una corsa o esplorazione, possiamo inviare un sms con le coordinate geografiche del posto in cui ci troviamo. I vantaggi vanno oltre il tempo libero, potendone trarre anche sul lavoro e addirittura a scuola. Insomma eccoci ancora una volta di fronte ad un dilemma…

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