Immacolata Concezione, tra storia e fede

Mettiamo da parte per una volta polemiche, scandali e aumenti tariffari per parlare della Solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, dogma cattolico secondo cui la Madre di Dio è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, a differenza di tutti noi altri, che nasciamo già con questa macchia. Esso fu promulgato nella Cappella Sistina dal beato Pio IX l’8 dicembre 1854 in seguito ad una promessa che lo stesso Pontefice rese durante il suo esilio in Gaeta (1849-1851) causato dalla costituzione della Seconda Repubblica Romana, nel 1849, ad opera della rivoluzione mazziniana. Il Pontefice, quindi, dovette fuggire. Un giorno, però, assorto in preghiera dinanzi all’immagine dell’Immacolata di una cappella a Lei dedicata, avvertì questa chiamata interiore che lo indusse a far voto: si sarebbe impegnato nell’attuazione della proclamazione del gran dogma mariano se fosse stato ripristinato l’ordine cristiano nell’Europa allora sconvolta dalla rivoluzione. Questo importante evento del 1854 costituì, possiamo dire, anche la risposta teologica a quanti pensavano che in realtà l’uomo nascesse privo di peccato e che fossero conseguentemente le strutture sociali a rovinarlo. Questo pensiero non contemplava affatto la necessità della sua conversione, perché la salvezza sarebbe derivata dalla scienza o dal progresso. Niente grazia divina insomma.

Il dogma, ufficializzato con la bollaIneffabilis Deus’ (e confermato dall’Alto quattro anni dopo a Lourdes, quando la Vergine si presentò a Bernadette così: “Io sono l’Immacolata Concezione”), fu anticipato in qualche modo già molti secoli prima dalla devozione popolare nel mondo cattolico, che venerava Maria anche sotto il titolo di Immacolata; Immacolata-Concezione-8dicembredel resto numerosissime erano le cappelle già consacrate al Suo immenso privilegio. La fervente fede dei figli di Dio, inoltre, ebbe il suo ruolo determinante, nonostante le moltissime discussioni teologiche che, da una parte, riconoscevano il concepimento della Madre di Dio privo di peccato e, dall’altra, sostenevano il contrario, pur ammettendo una salvezza immediata. Questo volendo semplificare di molto. Il proprio contributo, comunque, lo diedero –fra gli altri- San Tommaso d’Aquino, Bernardo di Chiaravalle, Sant’Agostino, Sant’Alfonso de’ Liguori e molti ancora. I papi, dal canto loro, dovettero operare un grande sforzo prima che Pio IX approdasse alla proclamazione del dogma. Fu Sisto IV († 1484) ad introdurre a Roma la festa della Concezione approvandone il nuovo formulario in cui era già chiaramente espresso il privilegio mariano, mettendo fine alle accuse di eresia vicendevoli che macolisti e immacolisti si scambiavano. Il Concilio di Trento (1546) non definì l’Immacolata Concezione, ma al contempo non incluse Maria nel peccato originale. Alessandro VII (1661) vietò l’attacco sotto qualunque forma all’Immacolata, mentre Clemente XI (1708) ne estese la festa alla Chiesa universale.

Quanto alle tradizioni religiose giunte fino a noi, ricordiamo la visita dei papi al monumento dell’Immacolata (detto ‘di Piazza di Spagna’, anche se in realtà si trova nell’adiacente Piazza Mignanelli), interamente pagato dal re di Napoli Ferdinando II, inaugurato e benedetto a Roma l’8 dicembre del 1857 dallo stesso Pio IX. Papa Pio XII è stato il primo ad inviare dei fiori alla Vergine come omaggio, mentre papa Giovanni XXIII, suo successore, nel 1958 uscì dal Vaticano per recarsi personalmente in Piazza di Spagna a deporre ai piedi di Maria un cesto di rose bianche. Tutti i papi successivi hanno portato avanti tale consuetudine, che nello specifico prevede la presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e uno della Dottrina della Chiesa cattolica, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, tra cui il gregoriano ‘Tota pulchra’.

 

Dal Martirologio Romano: Solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione, come dogma di fede, proprio nel giorno che oggi ricorre.

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