Concerto di Natale negato, una decisione davvero molto stupida

Romano d’Ezzelino – Ha sollevato un polverone la decisione dell’ormai ex preside dell’Istituto Comprensivo delle scuole primarie e secondarie di Romano d’Ezzelino di vietare il concerto di Natale per i bambini delle elementari, perché i canti religiosi avrebbero potuto irritare i familiari non cristiani, visto che il 20% dei suoi alunni è composto da stranieri di fede diversa. Natale-Canti-BambiniE al rimanente 80% non ha pensato? Evidentemente no: dobbiamo essere accoglienti in tutti i sensi. Se rinunciamo alle nostre radici, vedremo che il mondo cambierà (alla maniera musulmana, ad esempio?) e andremo tutti d’accordo. Più nessuna guerra (solo sharia, tanto per dire?). Questo pensiero avrà mosso la dirigenza, sbugiardata, però, dai genitori musulmani i quali, intervistati davanti alla scuola, sono corsi ai ripari precisando che ‘Tu Scendi dalle Stelle’ o ‘Adeste Fideles’ no, non li ferisce minimamente. Quanta brutta figura (eufemismo!) ha accumulato quest’uomo che s’è beccato le proteste del mondo politico, trasversalmente, dell’Associazione nazionale dei Presidi e dei cittadini, sia di persona che tramite il web. Senza contare, poi, che pare abbia deciso tutto di testa sua, senza interpellare le mamme e i papà dei bambini.

Se Marco Parma, appunto il preside dell’istituto ‘Garofani’ di Rozzano, ha voluto ergersi a paladino della laicità, si è assunto un bel compito: purgare l’intero programma scolastico, ad esempio, da ogni provocazione eventuale, vera o presunta, è praticamente complicato. Ma, chissà, avrà avuto un diavolo per capello… Natale-CantiAd ogni modo qui siamo di fronte ad un errore madornale che consiste nel confondere la laicità, cui si ispira un paese europeo come l’Italia, con la cancellazione dei suoi valori indiscutibilmente cattolici; il che può anche significare la negazione della nascita di un personaggio storico com’è Gesù, tanto per dire. Suona incredibile, vero?, soprattutto perché il politically correct è mostruosamente dilagante. Sorge, poi, un’altra osservazione: è diventato (o lo è sempre stato?) di una semplicità a larghi tratti banale prendere di mira la fede, specie quella cristiana, in qualunque modo. Tra chi agisce per protesta, chi per satira, chi per arte (come il Cristo nell’urina), siamo arrivati al punto da essere costretti dai benpensanti nostrani a togliere i crocifissi dalle aule scolastiche o stanze di ospedali per non offendere nessuno. E se qualche cattolico si sentisse offeso da qualche simbolo o usanza musulmana, per esempio? Niente, gli stessi benpensanti userebbero altri pesi ed altre misure.

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