L’amore della Chiesa per il Papa, Bergoglio si guardi alle spalle

Focus-On-Notizie-a-MargineRoma – Con il mondo in perenne subbuglio, le stragi di Parigi, i pericoli imminenti per tutti i Paesi occidentali, Italia e Vaticano inclusi, fra le gerarchie della Chiesa sarà congenito il pensiero ossessivo del potere (misto o meno a quello del denaro). Dal primo Vatileaks al secondo, al centro della cronaca giudiziaria, è questa la deduzione su cui molti fedeli e laici stanno riflettendo e sembrano tutti i religiosi pensare “è capitato a lui, mica a me”, giustificazione che permette di proseguire nel proprio atteggiamento contrario ai veri valori della Chiesa. Fra la fauna in clergyman o in tonaca gli esempi si sprecano, ultimo l’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, per una sua dichiarazione raccolta a sua insaputa su un ‘Frecciarossa’ del 28 ottobre. Durante il viaggio partito da Roma Termini a voce alta, come pare sia sua abitudine, ha sbottato: “Dopo le nomine di Bologna e Palermo posso diventare Papa anch’io. È uno scandalo. Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile”. Deve ancora accettare, l’alto prelato, che le due diocesi di Bologna e Palermo, per anni in mano a Comunione e Liberazione (di cui lui è riferimento da molto), siano state affidate dal Papa a due preti di strada come Matteo Zuppi e Corrado Lorefice.

Ahinoi, però, l’uomo di chiesa è andato oltre: l’impellente necessità di sfogarsi non solo col suo giovane segretario, prete anche lui (“dal look della curia che conta, doppio telefonino, pronto a filtrare le telefonate dell’arcivescovo” come lo descrive ‘ilFattoQuotidiano’), lo ha portato a chiamare un amico di vecchia data com’è Renato Farina, altro aderente di CL, per parlargli di questo ignobile gesto di Bergoglio. Negri-Luigi-Monsignore-Arcivescovo-FerraraInsoddisfatto, ha ripreso col giovane assistente: “Sono nomine avvenute nel più assoluto disprezzo di tutte le regole, con un metodo che non rispetta niente e nessuno. La nomina a Bologna è incredibile. A Caffarra (il vescovo uscente per limiti d’età) ho promesso che farò vedere i sorci verdi a quello lì (Zuppi): a ogni incontro non gliene farò passare una. L’altra nomina, quella di Palermo, è ancora più grave. Questo (Lorefice) ha scritto un libro sui poveri – che ne sa lui dei poveri? – e su Lercaro e Dossetti, suoi modelli, due che hanno distrutto la chiesa italiana. Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”. Sembra riferirsi proprio a papa Luciani, deceduto 33 giorni dopo l’elezione al soglio pontificio.

Il suo portavoce, don Massimo Manservigi, dopo aver ascoltato la conversazione registrata, al quotidiano ‘ilFatto’ ha confermato il giorno del viaggio e la circostanza di quelle dichiarazioni. Solo il direttore della ‘Nuova Ferrara’, Stefano Scansani, è riuscito a beccare Monsignor Negri, il quale non solo non ha smentito, ma ha anche chiesto se qualcuno avesse registrato quelle dichiarazioni, perché “Questo nuovo episodio spiega tutto l’odio teologico contro la Chiesa”. O forse spiega quanto stia dando fastidio un papa come Bergoglio, che vuole portare a compimento i propositi di Giovanni XXIII (“Chiesa popolo di Dio”)? Papa-Bergoglio3Non poteva non avere un seguito, da aggiungere, la questione, perché l’arcivescovo ha scritto una lettera ai fedeli in cui si legge che, “anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa ho chiesto al Santo Padre di potere avere un incontro filiale con lui, in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale. Se a causa di quanto è accaduto si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti”. Nel concludere, poi, ha rinnovato totale obbedienza”al vescovo di Roma. E’ da immaginare, comunque, che il suo pensiero espresso durante quel viaggio sia molto condiviso da una parte del clero, specie fra gli alti ranghi. Cosa a questo punto dovrebbe pensare il fedele semplice: che tutto è ridotto ad una questione di onore, per cui diventi qualcuno solo dopo un certo percorso, dopo determinati gradi e titoli? Con tutti gli scandali che si susseguono da tempo nella Chiesa, quanto può contare davvero uno strappo alle regole e al protocollo come quello operato da Bergoglio nella nomina di due preti semplici a vescovi? Può forse scandalizzare di più di religiosi che rubano e si danno ai piaceri della vita o che hanno le mani in pasta insieme a politici e uomini d’affari? Ecco perché il consiglio per il Papa, a questo punto, è quello di guardarsi alle spalle e di avere anche un assaggiatore personale: il campo è minato. Ahinoi!

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