Terme romane, Ottaviani: “deliberata la riapertura dei reperti sepolti”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, con cui annuncia che le Terme sono (sarebbero?) salve. “Dopo la confusione che si era creata di recente sulle terme romane -ha dichiarato il Sindaco, Nicola Ottaviani- abbiamo adottato una delibera con la quale viene disposta la riapertura dell’impianto termale e degli altri reperti archeologici presenti sull’area posta a ridosso della Villa Comunale. Terme-Romane-FrosinoneInoltre, è stato chiarito con grafici e tavole catastali che l’intervento edilizio proposto da un privato sulla particella n. 159 non riguarda l’area delle terme romane, ma un altro sito che la Sovrintendenza per i Beni Archeologici e la Direzione Regionale competente non hanno ritenuto di interesse archeologico. Abbiamo, comunque, imposto al privato la tutela e la salvaguardia di qualsiasi reperto che dovesse emergere nel corso della cantierizzazione che riguarda un’area,  purtroppo, qualificata come edificabile dal Prg e ribadita come tale, appunto edificabile, dalle Amministrazioni comunali del 2004 e del 2011. Per questo motivo, in controtendenza rispetto al passato, abbiamo deliberato la riapertura dei reperti delle terme romane, attraverso il finanziamento del nuovo progetto di un privato, riportando alla luce quei resti sui quali in passato vennero stesi asfalto e cemento. Il patrimonio archeologico appartiene all’intera collettività e non è permesso ad alcuna Amministrazione di ‘abbelarlo’, per utilizzare uno slang neologico”.

Nello specifico, il Sindaco Ottaviani precisa che “dopo i nostri dubbi, nel 2012 e nel 2013 la Sovrintendenza per i Beni Archeologici e la direzione regionale hanno risposto all’architetto Noce accertando con il georadar l’assenza di reperti interessanti sulla particella 159, che attualmente risulta edificabile secondo il Prg. Sindaco-di-Frosinone-Nicola-Ottaviani2Nel 2014, il sottosegretario ai Beni Archeologici ha confermato l’assenza di resti importanti ed ha ricordato come la competenza sui vincoli archeologici, purtroppo, riguardi solo la Sovrintendenza e non i Comuni. Con gli oneri provenienti dalla proposta del privato, invece, il Comune potrà riaprire, almeno in parte, l’area archeologica ove effettivamente insiste l’impianto termale”.  E poi la conclusione del primo Cittadino, che suona vagamente beffarda: “in democrazia, tutti possono avere opinioni diverse sui massimi sistemi, ma sui rilievi cartografici e sugli accertamenti della Sovrintendenza è impossibile mistificare o dichiarare, di norma, il falso. In alcuni casi qualcuno può prendere anche qualche abbaglio, ma quando è in buona fede è ammesso anche l’errore. Discorso diverso riguarda la posizione palesemente ideologica di qualche associazione, come i notoriamente schierati di ‘Oltre l’Occidente’, rimasti prigionieri di una loro vecchia fotografia degli anni ’60, quando col pugno levato occupavano l’esterno delle università, perché sui banchi non avevano voglia di studiare. Una verità, però, è contenuta nell’aspirazione del nome dell’associazione. È bene ricordare, infatti, che ‘Oltre l’Occidente’ esiste solo la Grecia di Varoufakis, o, peggio ancora, il mare aperto, dove vorrebbero portarci, magari dentro qualche barcone, facendoci fare la stessa fine di quei profughi incolpevoli, che oggi, invece, cercano di entrare in Occidente, per l’indigenza a cui sono stati relegati dai loro governanti”.

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