Gilberta Palleschi, ore di concitazione durante l’interrogatorio di Antonio Palleschi: è lui l’omicida

Si è risolto con la confessione dell’omicida il caso di Gilberta Palleschi. La svolta nella mattinata del 10 dicembre, quando Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Frosinone, unitamente a quelli della locale Compagnia, hanno fermato un 43enne del luogo e condotto presso il Comando Compagnia di Sora per approfondire la sua posizione dati i particolari aspetti investigativi emersi a suo carico. Nella fattispecie la somiglianza di un’auto con la sua Nissan Micra di colore scuro. Durante la conferenza stampa tenuta in Procura, è emerso che Antonio Palleschi, muratore originario di Sora senz’alcuna parentela con la professoressa, era già sott’osservazione dai militari, in virtù di precedenti per violenza sessuale emersi a suo carico. Altri indizi lo rendevano un potenziale sospettato: il suo cellulare aveva agganciato una cella telefonica situata poco distante la località interessata ed al contempo un testimone aveva sin da subito raccontato di aver visto sul posto un’auto di piccola cilindrata di colore scuro, con accanto un uomo tutto intento a chiudere forzatamente il portabagagli.
Gilberta Palleschi2Del resto l’uomo non ha saputo spiegare con determinazione e chiarezza la sua presenza a Broccostella, in località San martino, dove Gilberta era solita praticare jogging. Tali incertezze, unite a tutti gli altri indizi emersi a suo carico, hanno fatto divenire sempre più credibile il suo coinvolgimento nella vicenda. Alle richieste incessanti di ulteriori precisazioni sulla sua presenza in quel giorno e in quella fascia oraria, l’uomo volontariamente ha cominciato a parlare: ha ammesso di aver tentato un approccio sessuale nei confronti della donna; ma l’energica reazione della stessa lo ha innervosito ed indotto ad aggredirla facendola cadere a terra. Così l’ha colpita violentemente alla testa, l’ha caricata nel portabagagli della propria autovettura e l’ha occultata, ormai cadavere, in una località impervia sita nel comune di Campoli Appennino. I vestiti, invece, e parte della tappezzeria della propria autovettura li ha portati in altre due distinte località, lontane tra esse con l’intento di nascondere le prove a suo carico. Le immediate ricerche, scattate la mattina del 10 dicembre, si sono concentrate dunque nei luoghi indicati dal fermato, permettendo effettivamente di rinvenire in una zona boschiva ed impervia, all’interno di un canalone, sul letto di un rivo fluviale al momento secco, il corpo della Palleschi Gilberta ad una profondità di oltre 100 metri dalla strada sterrata. Gli indumenti e le parti di tappezzerie venivano, invece, rinvenuti, in località Fossa Majura e presso l’ex discarica comunale di Campoli Appennino, sempre zone impervie e boschive difficilmente raggiungibili e particolarmente isolate.
Per il recupero del corpo della donna è stato necessario l’intervento da parte di squadre specializzate del Corpo dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Frosinone. La salma è stata trasportata presso l’obitorio dell’Ospedale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. All’esito di tali risultanze Antonio Palleschi è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con provvedimento a firma del Procuratore Capo, Dott. Mario Mercone e della dott.ssa Maria Beatrice Siravo, Sostituto Procuratore titolare delle indagini. E’ indagato per omicidio, occultamento di cadavere e vilipendio, avendo tentato il giorno seguente l’omicidio a abusare del corpo esanime della professoressa Palleschi. E del resto lo scopo che lo ha messo in azione era questo: “ero solo, sono uscito per cercare una donna” e l’ha scelta a caso.

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