Il Nursind in piazza Montecitorio contro i tagli indiscriminati nella Sanità

Il Nursind, sindacato rappresentativo del comparto sanità del SSN, è in queste ore impegnato in una manifestazione davanti a Montecitorio per lo sciopero del comparto della sanità pubblica. Con questo il Nursind vuole ribadire che “de-finanziare il lavoro in sanità, de-capitalizzarlo come valore economico e sociale, impoverirlo con tante restrizioni, oltre che creare danni importanti alla qualità delle cure, impedisce di sanare le tante storture del sistema sanitario, le sue numerose diseconomie, di qualificarne la spesa se non di ridurla a scala di sistema. Le Regioni (ancora oggi le principali responsabili della sanità pubblica) non riescono a trasformare la crisi in opportunità e tutte le restrizioni finanziarie a loro imposte le hanno tradotte in restrizioni al lavoro, in tasse ai cittadini, in quote sempre più crescenti di privatizzazione e in meno qualità… ma mai in altra sanità”.

NurSind Roma InfermieriC’è di buono l’ordine del Governo imposto alle Regioni di tagliare le risorse agli sprechi, ma per far questo serve una riorganizzazione del sistema dei servizi, imprescindibile dal il lavoro professionale. “Oggi la possibilità di riconvertire diseconomie in economie è di fatto impedita dalle politiche contro il lavoro pubblico, così come questa legge di stabilità ribadisce; il che vuol dire che i nuovi tagli andranno a penalizzare inevitabilmente i sistemi di garanzia dei livelli essenziali di assistenza.  Tutto ciò ha ricadute importanti sulla categoria degli infermieri che, ricordiamo, sono i professionisti in prima linea nell’accogliere, assistere e prendersi cura dei malati acuti, cronici e fragili. Non è un caso che i primi ad essere stati contagiati dal virus Ebola siano stati infermieri in servizio presso gli ospedali. Degli infermieri, ma più in generale dei lavoratori della sanità, non ci si ricorda mai, ma delle forze dell’ordine si, anche se entrambi sono i primi garanti di una sicurezza che è parte costitutiva di un certo grado di civiltà” conclude con polemica e rammarico il Nursind.

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