Riforma Mibac, la Reggia acquista maggiore autonomia

MibacLa Reggia di Caserta acquista autonomia, anche dal punto finanziario. La riforma del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, praticamente rivoluziona il modello organizzativo dei beni culturali italiani, quindi anche quello del gioiello borbonico di Terra di Lavoro, attraverso un’amministrazione più snella, efficiente e economica, l’ammodernamento della struttura centrale e la semplificazione di quella periferica; tramite l’integrazione definitiva tra cultura e turismo, la valorizzazione dei musei italiani, con 20 musei e siti archeologici di interesse nazionale dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria, ricorrendo a direttori altamente specializzati e selezionati con procedure pubbliche.
Un progetto ambizioso che inserisce la Reggia di Caserta nella lista dei venti istituti e musei dotati di autonomia speciale, quasi un premio, al di là del riconoscimento per il suo immenso valore storico-culturale, per aver contribuito, coi propri proventi (determinati dagli ingressi) ad arricchire il calderone generale del Ministero a Roma.
Il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, è soddisfatto: “la nuova organizzazione consentirà finalmente al monumento vanvitelliano di assurgere al ruolo che le spetta nel panorama culturale campano e nazionale”, anche perché si è detto essere stato il primo, sin dall’inizio, favorevole ad una simile idea, anche quando in molti “a livello locale chiedevano a gran voce l’unione dei nostri beni culturali con quelli napoletani […]. La sciagurata decisione di istituire il ‘Polo Museale Napoli e Reggia di Caserta’ha ottenuto il solo risultato di svilire il patrimonio culturale casertano subordinandolo alle realtà di Napoli. La Reggia di Caserta rappresenta un unicum a livello mondiale e come tale deve essere considerata”.
Insomma Zinzi dà atto al ministro Franceschini “di aver restituito al complesso vanvitelliano la posizione che merita riconoscendogli un’autonomia speciale”, per quanto necessiti di portare a termine e di incrementare gli interventi di manutenzione in corso, come pure di riconsiderare spazi museali e percorsi, anche alla luce di ulteriori disponibilità di ambienti che dovrebbero crearsi. Questo ed altro ancora, giungendo infine alla necessità anche di costruire una grande intesa istituzionale.
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